EDITORIALE
Tutti noi giornalisti siamo chiamati al rispetto della verità sostanziale dei fatti. Lo dice la legge del 1963 che istituisce in Italia l’Ordine dei Giornalisti.
Essere giornalisti ed essere inquadrati in un ordine professionale è una garanzia per il pubblico. Vuol dire che c’è un professionista a occuparsi di ricercare, selezionare e presentare le informazioni.
Sono quelle informazioni che ci aiutano a comprendere il complesso mondo in cui viviamo. Perché - lo dice il libro The Elements of Journalism - il giornalismo è una mappa per comprendere l’esistenza.
In questa prospettiva, un ordine professionale dei giornalisti è la garanzia di un’informazione professionale. Lo è anche al netto dello starnazzare di chi vorrebbe abolirlo, solo perché non riesce a diventare giornalista.
Essere giornalista non mette al riparo dal fare errori. È evidente. Non mette neppure al riparo dal vendersi al migliore offerente. Per questo è fondamentale avere giornalisti onesti, oltre che bravi professionisti.
È altrettanto fondamentale saper leggere in modo critico le notizie e le narrazioni sui casi giudiziari, sui casi sociali e su quelli politici. Perché tutto si tiene.
Questa settimana abbiamo ottimi argomenti per aiutarci a leggere in modo critico il complesso nostro mondo. Buona lettura!
Maurizio F. Corte
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VIDEO. Il caso Garlasco raccontato dal giornalista esperto
Raccontare le novità sulla vicenda di Garlasco - con l’omicidio di Chiara Poggi il 13 agosto 2007 - è un’impresa titanica. È difficile seguire il caso senza perdersi tra fake news, storie interessate e indagini fondate. Di qui l’importanza del metodo con cui ascoltiamo (oltre a raccontare ad altri) il delitto di Garlasco.
TERRORISMO. Chi erano davvero i terroristi delle Brigate Rosse? La risposta in un libro
Quella delle Brigate Rosse è una storia che merita di essere conosciuta. Solo così possiamo comprendere la “strategia della tensione”. Quella strategia che ha seminato stragi - rosse e nere - da fine Anni Sessanta in poi. Nella nuova edizione del libro Che cosa sono le BR, Giovanni Fasanella ci racconta - con informazioni preziose e l'intervista a uno dei fondatori delle BR - il terrorismo rosso. E colloca il terrorismo nel contesto dei fatti e delle persone utile per comprenderlo.
GIUSTIZIA. Il 6 maggio sono 55 anni dalla sparizione e morte di Milena Sutter
Sono passati 55 esatti dal 6 maggio del 1971. Il giorno in cui spariva a Genova, all’uscita della Scuola Svizzera, Milena Sutter, 13 anni, figlia di un noto industriale svizzero. Il caso è passato alla Storia civile e giudiziaria italiana come sequestro e omicidio premeditato, per motivi di denaro. L’unico sospettato, imputato, prima assolto (1973) e poi in appello condannato all’ergastolo (1975), è Lorenzo Bozano. Fu chiamato “il biondino della spider rossa”. Non era biondo, né magrolino.
Proprio la sera del 6 maggio 2026, sul canale YouTube Oltre La Tempesta, condotto da Pasquale De Santis, è in programma un approfondimento. Con alcune novità e qualche sorpresa.
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Vai agli articoli sul caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano
Ascolta sul caso il podcast controcorrente Il Colpevole Perfetto
MEDIA. Come raccontare un caso criminale influenza il nostro modo di leggere i fatti
25 Aprile 2026. Una coppia di militanti dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) viene raggiunta da proiettili di gomma, sparati da una pistola. L’autore è un giovane romano di religione ebraica. Parte dal fermo giudiziario del giovane (nella foto) la nostra analisi di come l’agenzia d’informazioni Ansa e il Tg1 Rai del 29 aprile 2026 hanno dato la notizia. È l’occasione per sviluppare un pensiero critico sui media, analizzandone l’approccio alle notizie.




