EDITORIALE
Quando al vecchio capocronaca del giornale dove lavoravo, molti anni fa, portavo una notizia gustosa da dire e da ascoltare, la risposta era sempre la stessa: “Questa è una storia che si fa leggere”.
Abbiamo fatto gli storyteller, noi giornalisti, prima che questa parola diventasse di uso comune anche in italiano. E prima che il marketing la colonizzasse per vendere prodotti e servizi, incantando il pubblico con una qualche narrazione.
Di solito, nello storytelling abbiamo un eroe (oppure un’eroina), un ostacolo oppure un nemico da abbattere, e uno strumento per vincere. Macchie resistenti sul nuovo vestito da 400 euro? Nessun problema, abbiamo lo smacchiatore che neutralizza il nemico.
Chi ha davvero ucciso Chiara Poggi, in quel caldo 13 agosto 2007, a Garlasco? No problem. I grandi specialisti dei carabinieri, con esami avanzatissimi e perizie sul computer di casa, ci daranno la risposta.
La stessa guerra - Iran e genocidio a Gaza in testa - diventa un racconto digitale. Dalla guerra analogica in Vietnam, altro pantano Usa, siamo passati all’Intelligenza Artificiale in Medio Oriente e in Venezuela.
Viviamo di storie e ci raccontiamo le storie, da sempre. C’è però un modo di raccontare le storie che aiuta a capire la verità sostanziale dei fatti. E c’è una maniera di narrare situazioni e protagonisti che ha un unico scopo: celare ciò che davvero accade; e portarci verso la menzogna.
Il sistema dei media - da sempre al servizio dei poteri economici, finanziari e politici - è un formidabile alleato degli storyteller. E delle narrazioni bugiarde.
Narrare cose non vere, esagerate, coinvolgenti ma senza sostanza è una tecnica formidabile per distrarci dai veri problemi. E dalle responsabilità.
Ti pagano poco e male per il lavoro che fai in azienda? Non rispettano i tuoi diritti e tu te la prendi? È un problema di crescita personale, amica mia. Fai più meditazione, cambia dieta, non farti influenzare dai mood altrui. Non è il mondo a essere sbagliato, sei tu che non sai gestirlo.
Tutte balle, ovviamente. Ingiustizie sociali, insoddisfazioni, disagio psicologico sono spesso frutto dell’ambiente dove siamo. E l’ambiente - il contesto - è spesso fatto di sfruttamento, di ingiustizie sociali e di predominio del potente di turno sulle persone.
Come possiamo garantirci un’autonomia di giudizio, in modo da non essere passivi consumatori finali di storie manipolatrici? Con due strumenti. Sono gli stessi strumenti che dovevo dimostrare nello scrivere la “storia che si fa leggere” ai tempi dei vecchi giornali: fatti e logica.
Occorre verificare i fatti, grazie anche a un uso efficace dell’Intelligenza Artificiale e dei servizi di fact-checking. E occorre stare attenti alla logica: se A è uguale a B e B è uguale a C, è logico che A sia uguale a C. Quando la logica salta, la manipolazione è certa.
Maurizio F. Corte
Dalle bombe ai femminicidi: chi decide le notizie che leggiamo ogni giorno sullo smartphone
Un tempo le notizie entravano nelle nostre case attraverso la radio, la televisione e i giornali. C’era un inizio e c’era una fine. Oggi è un flusso continuo di news. Abbiamo un frammentarsi dell’informazione: saltiamo dal delitto di Garlasco alle bombe sull’Iran, all’ultimo femminicidio. E rischiamo, con la “dittatura delle piattaforme”, di non capire le cause dei problemi.
SERIE. Homeland - Caccia alla spia. Come una serie diventa una guida sui conflitti ibridi di oggi
A riguardarla oggi, fa quasi impressione: Homeland. Caccia alla spia - serie andata in onda dal 2011 al 2020 e disponibile su Netflix. Non si distingue solo per essere uno dei più grandi titoli della serialità Usa. Si distingue soprattutto perché è un manuale “profetico” di storia contemporanea. È una guida ai conflitti ibridi e alle spy stories di oggi.
PODCAST. 121269 - Inchiesta su Piazza Fontana. Giornalismo investigativo sulla strage fascista
La strage di piazza Fontana è un attentato terroristico, di matrice neofascista, compiuto venerdì 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, all'interno della sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura. Cusò 17 morti e 88 feriti. È considerata il primo e più dirompente atto terroristico dal dopoguerra. E il momento più incandescente della “strategia della tensione”. C’è un podcast che la racconta. Per capire e per non dimenticare.
LIBRO. Chi ha ucciso Rino Gaetano? La tesi dell’omicidio a opera dei servizi segreti
Il 2 giugno del 1981 il cantautore Rino Gaetano moriva in un incidente stradale, a Roma. La sua Volvo si scontrava con un camion, in piena notte. Soccorso da una strana ambulanza - quella dei vigili del fuoco - Gaetano moriva tre ore dopo, senza che gli ospedali romani lo operassero per tentare di salvargli la vita. La tesi di Bruno Mautone, avvocato, è che il cantautore di origini calabresi sia stato ucciso dai servizi segreti. Il motivo? Le rivelazioni scomode nascoste tra i versi delle sue canzoni.
THINK HUMAN. Sguardo diverso sul mondo
Centro Studi Interculturali (Università di Verona)
Il centro si occupa di ricerca e alta formazione sulla comunicazione e la mediazione interculturale dei conflittiMaster in Comunicazione europea, Media e Giornalismo interculturale
Corso di formazione universitaria online sulla multimedialità, il giornalismo e le relazioni con l’Unione EuropeaProsMedia ETS. Media education, Società e Mediazione Interculturale
Associazione culturale che si occupa di ricerca e formazione sui media, la comunicazione e l’Intelligenza Artificiale nella nostra societàAppunti sulle Illusioni
Le illusioni durano 53 secondi. Cosa accade dopo che - all’apparire del vero, come scrive Leopardi - la realtà ci presenta il conto?






