EDITORIALE
Il tentativo del governo italiano di far passare un decreto legislativo liberticida, sul riconoscimento facciale, la dice lunga su quanti interessi si muovano dietro le nuove tecnologie. Intelligenza Artificiale inclusa.
Fa pensare il fatto che l’evasione fiscale (100 miliardi di euro), le mafie e lo spaccio della droga non siano allo stesso modo in testa alle emergenze di chi è al governo.
Del resto, se chi evade fa parte dell’élite, è difficile che le forze dell’ordine sfondino le porte di certi salotti. È molto più facile mandare gli agenti a scontrarsi in piazza con bande di violenti che non vengono mai bloccati per tempo.
Il collegamento tra élite (politica ed economica) ed evasione fiscale è dimostrato da Tangentopoli, a inizio Anni Novanta. In un dibattito pubblico, a cui assistetti come giornalista del quotidiano L’Arena di Verona, l’allora procuratore capo Guido Papalia spiegò il dettaglio di un fenomeno che i media non ci raccontano: quello dei condoni fiscali.
I condoni fiscali, spiegò Papalia, non erano solo e tanto un modo per acquisire consensi tra gli evasori fiscali che votavano certi partiti. Erano strumenti utili per bloccare, con una legge parlamentare, le indagini della Guardia di Finanza quando arrivavano a toccare gli interessi di società collegate con esponenti politici.
Questo dettaglio ci deve portare ad andare oltre il velo dell’apparenza. E a porci alcune domande che prendono spunto dalla teoria dell’agenda setting: come mai fanno notizia in modo predominante le violenze di piazza, la criminalità giovanile e gli episodi di cittadini di origine straniera che infrangono la legge?
Violenze di piazza, criminalità giovanile e infrazioni della legge - siano italiani o persone straniere a compierle - vanno certo prevenute, gestite e punite con la certezza della pena. Ovvero con una pena che punti a rieducare, non a formare nuovi criminali.
Tuttavia, la domanda resta: perché non fanno notizia - con la stessa evidenza sui media - il consumo di cocaina tra le élite economiche e politiche, l’infiltrazione delle mafie nell’economia onesta e l’evasione fiscale? L’evasione fiscale, ad esempio, è collegata a mafie e spaccio della droga: è giro di contante che viene lasciato fare, senza traccia alcuna.
L’evasione fiscale, che oscilla tra 100 e 200 miliardi di euro l’anno, è connessa ad esempio con la sicurezza: con più soldi, vi sarebbero i 29 mila agenti delle forze dell’ordine mancanti, i mezzi tecnici (IA inclusa) che servono per la sicurezza, le risorse umane e tecniche nei tribunali per processi rapidi e giusti. E carceri che rieducano, anziché essere accademie del crimine.
Già questi passaggi ci dicono che è importante - come cittadine e cittadini consapevoli - saper leggere con occhio critico la comunicazione pubblica: quella dei media e quella dei vari potentati che si esprimono attraverso i media.
Gli argomenti che i media ci propongono e il punto di vista da cui ce li raccontano (il frame) fanno la differenza tra abbaiare per un topo nel pollaio; e denunciare che un branco di volpi ha preso il controllo del pollaio.
Per questo serve un supplemento di pensiero critico. Le domande da porsi sono tre: perché i media portano la mia attenzione in una certa direzione? a chi giova che io mi concentri su alcuni temi anziché su altri? chi si avvantaggia, e chi perde, nella diffusione di crte notizie?
Sull’esercizio del pensiero critico mi permetto di consigliare il mio pocast Il Colpevole Perfetto. È gratuito e l’ho realizzato - raccontando un vecchio fatto di cronaca nera - proprio per smascherare una narrazione bugiarda.
Maurizio F. Corte
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